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Boni: "basta una miccia per generare una grande esplosione" Non è questione di fare i primi della classe solo perché quello che avevamo previsto si sta realizzando in maniera reale, però il dato di fatto è che stiamo assistendo ad un epilogo disastroso di anni di lassismo e di mancata gestione dell’immigrazione. L’hanno chiamata guerra civile, quella che si sta verificando a Rosarno, anche se il termine non rende giustizia ai fatti drammatici che hanno visto contrapposta la popolazione locale con i gruppi di extracomunitari, la maggior parte clandestini, radunati in quella località per svolgere un lavoro di manodopera occasionale. Una tolleranza eccessiva che non ha mai dato modo di regolamentare quanto accadeva sul territorio e che, alla fine, è esplosa in tutta la sua violenza, tanto che gli stessi cittadini sono scesi in piazza per difendersi. Perché quelli che gridano al “razzismo”, per commentare i fatti di Rosarno, come fosse un ritornello dietro al quale trovare ogni giustificazione per le azioni ignobili commesse da qualche cittadino straniero, mi chiedo come possano trovare il coraggio di giustificare o trovare una ragione plausibile per l’aggressione all’auto guidata da una mamma, con a bordo i propri bambini, come fosse un assalto alla diligenza. Questa non è Italia. Perché laddove le norme non vengono fatte rispettare, la violenza e la criminalità diventano parte del quotidiano e basta una piccola miccia per scatenare un’esplosione devastante da parte di chi pretende di imporre il proprio modo di vivere, senza regole e senza accettare di sottostare a quelle che reggono questo Stato e la nostra stessa società. Come criticare, allora, quelli che, per difendere se stessi, sono costretti a scendere nelle strade e respingere questa ondata di violenza? Ben ha fatto il Ministro Maroni a inviare dei rinforzi, anche se la stessa sinistra non ha certo perso tempo, tanto che invece di chiedere più rigore, si è data da fare per criticare il governo, per dare dei razzisti e per invocare il fallimento della legge Bossi-Fini. E pensare che questi sono gli stessi che si sono scagliati contro il reato di immigrazione clandestina. Forse, se dotati di un minimo di onestà intellettuale, dovrebbero anche ammettere che questo governo può fare tutte le leggi di questo mondo, ma poi esiste un organismo, che prende il nome di magistratura, che ha il compito di farle rispettare. Ed è qui che casca l’asino. Perché nonostante il giro di vite voluto in primis dal Ministro dell’Interno sui clandestini, troppo spesso troviamo a spasso persone e delinquenti che, come minimo, dovrebbero essere rispedite al proprio Paese di origine. Facile immaginare cosa succederà con l’inizio del prossimo anno scolastico, quando entrerà in vigore, per le prime classi, il tetto del 30% per gli studenti stranieri. L’integrazione non passa infatti attraverso la creazione di intere classi di bambini stranieri, perché così facendo diventa impossibile stabilire un percorso di studi e di integrazione adeguato. .
Meglio prevedere un ingresso graduale, con attività di inserimento parallele. Il fatto di avere stabilito un tetto è un passo importante per evitare la creazione di ghetti che determinano la fuga dei bambini italiani dalle scuole pubbliche a causa della difficoltà di seguire il programma scolastico, anche perché molto spesso gli stessi bambini stranieri non parlano neppure una parola di italiano. Il multiculturalismo perfetto e a “tutti i costi”, che rischia di cancellare l’identità storica e culturale di un popolo evidenzia quindi tutti i suoi limiti; la stessa guerriglia di Rosarno non è il frutto del razzismo insinuato tra i residenti, quanto il prodotto di un falso perbenismo che ha sempre pensato di risolvere i problemi voltando la testa dall’altra parte |