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A Como il primo di una serie di convegni per approfondire le nuove normative Como, sabato 30 gennaio 2010 - Si è svolto nella splendida cornice di Como, grazie alla collaborazione dell’ente provinciale, il primo di una serie di convegni finalizzati a discutere dell’importanza di proteggere e tutelare il paesaggio e il territorio lombardo, anche alla luce delle nuove normative in materia di autorizzazioni paesaggistiche e di pianificazione come il “Piano Territoriale Regionale” e il “Piano Paesaggistico”. Nel corso del dibattito, oltre agli amministratori locali, come il Presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, il Presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, l’Assessore al Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia, Davide Boni, sono intervenuti l’On. Giancarlo Giorgetti e alcuni rappresentanti del mondo ambientalista. Tra questi il Presidente regionale di Italia Nostra, Luigi Santambrogio, che, in rappresentanza anche di FAI e WWF, oltre all’apprezzamento verso il Piano Territoriale Regionale e il Piano Paesaggistico, ha apportato un contributo fattivo legato alla necessità di tutelare e salvaguardare non solo il territorio ma anche i beni di pregio sotto il profilo culturale, come, per esempio, le proprietà FAI, importanti anche da un punto di vista identitario. Durante l’illustrazione del Piano Paesaggistico è stata evidenziata l’attenzione posta nei confronti dei sei grandi laghi insubrici e prealpini, dove è stato posto il blocco totale di dare seguito ai Piani Attuativi, posti all’interno della fascia dei 300 metri dal lago, fino alla definizione del Piano di Governo del Territorio. Inoltre sono state spiegate le nuove procedure in vigore dal 1 gennaio 2010 per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche. Coordinatore del gruppo che ha contribuito alla realizzazione dell’evento è il professore Mario Colombo, Assessore alla Cultura della Provincia di Como: “Finalmente anche l’ambiente è rientrato nell’alveo più idoneo della politica portata avanti dalle forze di centrodestra: in particolare la Lega Nord si pone come movimento politico attento alle esigenze di salvaguardia del territorio. Questa è la prima occasione di incontro che si inserisce in un percorso che abbiamo già delineato – conclude Colombo - e che deve proseguire nel corso degli anni anche in collaborazione con le associazioni WWF, Italia Nostra e Fai”. Nel corso del suo intervento conclusivo l’Assessore regionale al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, ha quindi evidenziato i contenuti di alcuni importanti provvedimenti assunti nel corso del suo mandato, volti alla tutela della Lombardia: “Dopo più di trent’anni, la Lombardia può contare su un Piano Territoriale Regionale che consente di guardare con maggiore responsabilità alla programmazione territoriale. Una guida importante, - commenta Boni - per lo sviluppo della nostra Regione e per l’attività urbanistica di tutti i soggetti istituzionali lombardi. E’ evidente come all’interno di questo strumento un ruolo di tutto rilievo sia affidato al Piano Paesaggistico lombardo: la Lombardia è la prima Regione che pone il paesaggio al centro delle politiche territoriali valorizzando tutti i singoli aspetti: dalle montagne fino ad arrivare alla pianura, ai laghi e fiumi, in particolare l’asta del Fiume Po”. “I Comuni e le Province hanno quindi un quadro di riferimento per orientare il loro sviluppo in modo da limitare il consumo di nuovo territorio, - sottolinea Boni - conservare le aree libere e di interesse naturalistico ed ecologico, favorendo il riutilizzo di superfici dismesse o degradate. Quella che stiamo portando avanti è una vera e propria rivoluzione culturale, perché i Comuni non possono continuare a risolvere i propri problemi di bilancio contando unicamente sugli oneri di urbanizzazione, perché questo rischierebbe di incrementare il consumo di aree non ancora edificate. Anche alla luce di questo aspetto, - conclude Boni - diventa pertanto fondamentale accelerare il processo di federalismo fiscale, perché gli enti locali, risolvendo i propri problemi economici, non sarebbero più costretti a sacrificare altro territorio”.
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