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COMO: 2,1 MILIONI PER PER IL NUOVO PROGETTO DEL LUNGOLAGO
giovedì 04 febbraio 2010

Maggiore tutela per le bellezze della Lombardia

 

La Giunta regionale ha deliberato, su proposta dell'assessore al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, lo stanziamento di 2.100.000 euro per la realizzazione delle nuove opere previste nel progetto di sistemazione e difesa idraulica per il lungolago di Como, presentato a fine novembre dal presidente Formigoni e dall'assessore Boni insieme alle istituzioni locali. Il progetto è stato presentato in consiglio comunale il 21 dicembre scorso, ed è ora all'esame della Conferenza dei Servizi, prevista per l'8 febbraio, che provvederà all'approvazione finale. Nuove paratie mobili al posto di quelle fisse, "taglio" del discusso muro di cemento armato (con la parte interrata che resta a difesa del passaggio dell'acqua) con costi interamente a carico della società che ha realizzato finora le opere di difesa idraulica. Un progetto finalizzato ad assicurare le condizioni definitive per la messa in sicurezza idraulica della città e a migliorare gli aspetti problematici, come è stato per il "muro" parzialmente realizzato.

Accanto alle opere per la sicurezza idraulica ci sarà spazio, -come deciso da Regione, Provincia e comune di Como - per la completa valorizzazione ambientale e territoriale, attraverso un Concorso internazionale aperto ad architetti e urbanisti, giovani e affermati. Per gli interventi di valorizzazione (Concorso di idee compreso) Regione Lombardia mette a disposizione 500.000 euro. "Un passaggio importante - dichiara l'assessore Boni – che unisce la necessità di salvaguardare Como da un punto di vista idraulico, mettendo in totale sicurezza la città, con la sua tutela anche sotto il profilo paesaggistico, attuando opere che riescano ad integrarsi con l'ambiente lacustre senza rovinarne la vocazione storica e identitaria.

Questo in linea con il percorso normativo avviato ormai da tempo dall'assessorato al territorio e urbanistica che, con lo stesso piano territoriale regionale e con il piano paesaggistico, si pone proprio l'obiettivo di proteggere e valorizzare le bellezze del territorio lombardo. Accanto all'importante progetto di riqualificazione, resta comunque da sottolineare come dopo la data dell'8 febbraio, giorno della conferenza dei servizi, sarà possibile procedere con l'abbattimento dello scempio".

 

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PAESAGGIO E TERRITORIO AL CENTRO DELLE POLITICHE URBANISTICHE LOMBARDE
lunedì 01 febbraio 2010

A Como il primo di una serie di convegni per approfondire le nuove normative

 

Como, sabato 30 gennaio 2010 - Si è svolto nella splendida cornice di Como, grazie alla collaborazione dell’ente provinciale, il primo di una serie di convegni finalizzati a discutere dell’importanza di proteggere e tutelare il paesaggio e il territorio lombardo, anche alla luce delle nuove normative in materia di autorizzazioni paesaggistiche e di pianificazione come il “Piano Territoriale Regionale” e il “Piano Paesaggistico”.

Nel corso del dibattito, oltre agli amministratori locali, come il Presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, il Presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, l’Assessore al Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia, Davide Boni, sono intervenuti l’On. Giancarlo Giorgetti e alcuni rappresentanti del mondo ambientalista. Tra questi il Presidente regionale di Italia Nostra, Luigi Santambrogio, che, in rappresentanza anche di FAI e WWF, oltre all’apprezzamento verso il Piano Territoriale Regionale e il Piano Paesaggistico, ha apportato un contributo fattivo legato alla necessità di tutelare e salvaguardare non solo il territorio ma anche i beni di pregio sotto il profilo culturale, come, per esempio, le proprietà FAI, importanti anche da un punto di vista identitario.

 

Durante l’illustrazione del Piano Paesaggistico è stata evidenziata l’attenzione posta nei confronti dei sei grandi laghi insubrici e prealpini, dove è stato posto il blocco totale di dare seguito ai Piani Attuativi, posti all’interno della fascia dei 300 metri dal lago, fino alla definizione del Piano di Governo del Territorio. Inoltre sono state spiegate le nuove procedure in vigore dal 1 gennaio 2010 per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche.

 

Coordinatore del gruppo che ha contribuito alla realizzazione dell’evento è il professore Mario Colombo, Assessore alla Cultura della Provincia di Como: “Finalmente anche l’ambiente è rientrato nell’alveo più idoneo della politica portata avanti dalle forze di centrodestra: in particolare la Lega Nord si pone come movimento politico attento alle esigenze di salvaguardia del territorio. Questa è la prima occasione di incontro che si inserisce in un percorso che abbiamo già delineato – conclude Colombo - e che deve proseguire nel corso degli anni anche in collaborazione con le associazioni WWF, Italia Nostra e Fai”.

 

Nel corso del suo intervento conclusivo l’Assessore regionale al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, ha quindi evidenziato i contenuti di alcuni importanti provvedimenti assunti nel corso del suo mandato, volti alla tutela della Lombardia: “Dopo più di trent’anni, la Lombardia può contare su un Piano Territoriale Regionale che consente di guardare con maggiore responsabilità alla programmazione territoriale. Una guida importante, - commenta Boni - per lo sviluppo della nostra Regione e per l’attività urbanistica di tutti i soggetti istituzionali lombardi. E’ evidente come all’interno di questo strumento un ruolo di tutto rilievo sia affidato al Piano Paesaggistico lombardo: la Lombardia è la prima Regione che pone il paesaggio al centro delle politiche territoriali valorizzando tutti i singoli aspetti: dalle montagne fino ad arrivare alla pianura, ai laghi e fiumi, in particolare l’asta del Fiume Po”. “I Comuni e le Province hanno quindi un quadro di riferimento per orientare il loro sviluppo in modo da limitare il consumo di nuovo territorio, - sottolinea Boni - conservare le aree libere e di interesse naturalistico ed ecologico, favorendo il riutilizzo di superfici dismesse o degradate. Quella che stiamo portando avanti è una vera e propria rivoluzione culturale, perché i Comuni non possono continuare a risolvere i propri problemi di bilancio contando unicamente sugli oneri di urbanizzazione, perché questo rischierebbe di incrementare il consumo di aree non ancora edificate. Anche alla luce di questo aspetto, - conclude Boni - diventa pertanto fondamentale accelerare il processo di federalismo fiscale, perché gli enti locali, risolvendo i propri problemi economici, non sarebbero più costretti a sacrificare altro territorio”.

 

                                                                                                                     

                                                                                                                              

 
LOMBARDIA: APPROVATO IL PIANO TERRITORIALE REGIONALE
martedì 19 gennaio 2010

Boni: "uno strumento fondamentale per la programmazione territoriale"

 

"Dopo più di trent’anni, la Lombardia può contare su un Piano Territoriale Regionale che consente di guardare con maggiore responsabilità alla programmazione territoriale. Una guida importante, per lo sviluppo della nostra Regione e per l’attività urbanistica di tutti i soggetti istituzionali lombardi. Quello avvenuto in Consiglio regionale è a tutti gli effetti un passaggio storico, atteso e fortemente voluto, per il quale ringrazio sentitamente il Presidente, i colleghi consiglieri e la stessa Direzione regionale al Territorio e Urbanistica. All’interno di questo strumento un ruolo di tutto rilievo è affidato al piano paesaggistico lombardo: la Lombardia è la prima Regione italiana che riesce a realizzare quanto previsto dal codice Urbani, ponendo il paesaggio al centro delle politiche per il territorio lombardo, con l’obiettivo di salvaguardare il sistema delle acque sul territorio regionale. Particolare attenzione è stata infatti posta alle sponde dei sei laghi insubrici e prealpini, al Fiume Po, alla rete idrografica, al sistema della montagna e alla rete verde ed ecologica regionale. I Comuni e le Province avranno un quadro di riferimento per orientare il loro sviluppo in modo da limitare il consumo di nuovo territorio, conservare le aree libere e di interesse naturalistico ed ecologico, favorendo il riutilizzo di aree dismesse o degradate. Le nuove grandi infrastrutture che collegano la Lombardia al resto dell’Europa (da Malpensa alla BRE-BE-MI, alla Pedemontana) troveranno una collocazione armonica rispetto alle previsioni di sviluppo locale, alla tutela dell’ambiente e alle aspettative dei cittadini lombardi. Sono molto soddisfatto anche dal fatto che il Piano Territoriale Regionale e in particolare il piano paesaggistico, ha riscosso il consenso allargato delle istituzioni e del mondo associativo. Da oggi parte quindi un nuovo metodo di confronto finalizzato a tutelare, grazie al contributo di tutti, il patrimonio territoriale lombardo".

 

 

Queste, in sintesi, le linee guida principali contenute del Piano Territoriale Regionale (PTR) approvato:

 

- recuperare prioritariamente in tutte le città lombarde le vecchie aree industriali abbandonate o sottoutilizzate

- evitare il consumo di nuovo territorio e salvaguardare l’agricoltura

- tutelare e valorizzare il sistema delle aree verdi e di interesse naturalistico della Lombardia

- difendere i laghi lombardi dal rischio cementificazione e dal degrado delle sponde

- garantire la sicurezza dei fiumi e della aree dalle esondazioni e delle zone montane dai dissesti idrogeologici

- inserire le nuove grandi infrastrutture per la mobilità con attenzione all’ambiente e alle esigenze delle comunità locali

- rendere ogni intervento sul territorio attento e coerente con le caratteristiche del paesaggio

- i paesaggi lombardi sono al centro della responsabilità di pianificazione degli enti locali

- piste ciclabili dai grandi itinerari internazionali ai percorsi nelle città e nei paesi

- i grandi Navigli come patrimonio dell’identità lombarda da valorizzare e conoscere

- una nuova collaborazione tra regione e comuni per la pianificazione locale

- Expo al servizio del territorio lombardo come slancio per la qualità degli spazi urbani e dei beni storico-culturali-ambientali

 
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