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REFERENDUM: PERCHE' E' IMPOSSIBILE L'ACCORPAMENTO
giovedì 16 aprile 2009

Boni: "cambiare legge elettorale non è uno scherzo"

 

 

D’accordo che la Lega Nord è un movimento politico che da sempre dà un po’ fastidio, soprattutto a qualche alleato che, ritrovandosi da un giorno all’altro mescolato e catapultato in un partito unico guarda un po’ con invidia il popolo leghista che, sotto la sua insegna, continua senza battere ciglio le proprie battaglie. D’accordo anche che quando i leghisti parlano di rispetto delle norme e della Costituzione, qualcuno storce un po’ il naso. Fatto sta che per accorpare un referendum alla tornata elettorale del prossimo giugno, ce la stanno mettendo davvero tutta, tanto da riscrivere la storia stessa della Repubblica e andando contro lo stesso spirito che da sempre anima i referendum, ovvero la sfida legata al raggiungimento del fatidico quorum che ne convalidi o meno la buona uscita della consultazione stessa. Altro che Bossi-tax o altro: chi ha promosso il referendum sulla legge elettorale farebbe meglio a mettersi all’opera se davvero ritiene così fondamentale una consultazione di tali fattezze, per raggiungere il cinquanta più uno. Chi poi sta cercando di puntare il dito solo sui costi aggiuntivi che il mancato accorpamento comporterebbero allo Stato, sembra volere dimenticare del tutto i principi stessi che contraddistinguono una consultazione elettorale dall’altra. Per non entrare poi nel merito del referendum stesso che, nel caso prevalessero i “sì”, vedrebbe di fatto il premio di maggioranza assegnato al partito che ha ricevuto più voti, e non alla coalizione stessa. Una consultazione che aprirebbe quindi la strada verso un sistema bipolare, un modo per premiare chi ha appena fondato nuove creature politiche nate dalla fusione di due o tre partiti, facendo di fatto fuori quelli che hanno scelto di difendere la propria identità e squilibrando di conseguenza il numero di seggi assegnati in Parlamento. A pensare male, è naturale che qualcuno preferisca accorpare il referendum alle elezioni, se non fosse per la paura di non raggiungere il quorum. Ma dato che cambiare una legge elettorale non è certamente uno scherzo, è quindi giusto tenere separate le due consultazioni, concedendo al massimo uno strappo alla consuetudine e prevedendo di conseguenza una linea di mediazione, attuando un mini-accorpamento e fissando il referendum per il 21 giugno, data in cui sono previsti i ballottaggi. Fatto sta che fino ad oggi nessuna consultazione referendaria è mai stata abbinata a quelle generali.

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BUON COMPLEANNO LEGA LOMBARDA!
giovedì 16 aprile 2009

Boni: "orgoglioso di appartenere ad un movimento che ha tenuto fede ai propri valori"

 

 

25 anni sono passati. Anni di lotte, di ideali, di battaglie. Un movimento nato dal popolo per il popolo, legato alla sua terra, senza mai tradire se stesso, senza mai un cedimento, neppure quando facemmo il nostro primo ingresso nelle istituzioni romane, quando allora tutto ci sembrò così grande e difficile. Qualcuno si ostina a dire che non può esistere una Lega di lotta e di governo. Noi abbiamo invece dimostrato di sapere lottare per i nostri ideali. D’altra parte, se vuoi cambiare il motore alla macchina, devi metterci mano, perché restare fermo a guardare, senza neppure provarci, non porta da nessuna parte. E così è stato, perché serve tanta forza di volontà per fare ripartire in modo serio questo Paese. Tante persone ci hanno accompagnato in questi anni, alcune sono ancora qui che camminano accanto a noi, altre ci vegliano e ci guidano da lassù. Il nostro movimento è sempre stato unico, diverso da quei partiti che in tutti questi anni sono cambiati, alcuni sono scomparsi nel nulla, altri hanno sentito l’esigenza di rinnovarsi, senza in realtà rendersi conto che stavano perdendo loro stessi. Il nostro simbolo è rimasto quello. Perché noi siamo rimasti gli stessi, altrimenti non saremmo ancora qui a parlare di federalismo, altrimenti non avremmo potuto strappare un passaggio storico di una riforma federale che può ridare slancio a questo Paese, divenuto nel corso degli anni sempre più simile ad un pachiderma rassegnato a vivere su se stesso e a restare inerte. La nostra lotta contro l’eccessiva burocrazia e lo sperpero di denaro pubblico, a vantaggio delle solite Regioni, è rimasta quella. Forse è per questo che la gente crede in noi. Non è presunzione, ve lo assicuro, quanto piuttosto l’orgoglio di appartenere ad un movimento che ha tenuto fede ai propri valori, che ha sempre amato e rispettato, anche nei momenti più difficili, il proprio condottiero e che saputo tenere dritta la barra, anche quando la tempesta ci ha investiti. La forza dei giusti, direbbe qualcuno.

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LA SICUREZZA SOTTO TIRO
mercoledì 08 aprile 2009

Boni: "il popolo deciderà chi ha ragione"

 

 

Al grido di “liberi tutti”, alla Camera è andato in scena l’ennesimo tradimento ai danni della Lega Nord. Vai tu a spiegare che quelli da sempre additati come i più inaffidabili della coalizione, sono in realtà gli stessi che stanno subendo le astensioni e i voti contrari degli alleati, quelli che vedono i franchi tiratori del centrodestra votare con quelli del centrosinistra e affossare in questo modo le nostre richieste in materia di immigrazione e clandestini, bocciando una norma che prevede l’allungamento dei tempi di permanenza di quest’ultimi nei CIE. I voltagabbana della politica hanno fatto nuovamente centro. Una bocciatura che non va contro la Lega Nord in se stessa, colpevole forse di chiedere il rispetto un giorno sì e l’altro pure del patto elettorale che tiene in piede un’alleanza che altrimenti non avrebbe neppure senso di esistere, ma che mette in crisi il diritto stesso dei cittadini a vivere sicuri nelle proprie città. E invece in questo modo alcuni deputati, votando in modo trasversale, indipendentemente quindi dal partito politico di appartenenza, hanno tradito le aspettative di tutti gli italiani, consentendo a migliaia di clandestini di girare in totale tranquillità per le nostre strade. Gli irregolari ringrazino pure quelli che, votando in questo modo, stanno evidentemente cercando di dare il colpo di grazia a questo Stato che con l’entrata in scena del Ministro Maroni stava rialzando la testa contro il fenomeno dell’immigrazione clandestina. E non sbaglia il Ministro quando parla di “indulto” per i clandestini. Perché questo è un passo indietro notevole, che in questo modo farà apparire l’intero Stato italiano molto più debole nei confronti di chi ritiene la tratta di essere umani un’attività come le altre. Un duro colpo per le stesse forze dell’ordine, che ogni giorno controllano le nostre città e che rischiano di vedere vanificati tutti gli sforzi compiuti. Credo che dinanzi a questo fatto sia corretto che la maggioranza che guida il Paese faccia una riflessione sul fatto che qualcuno, forse sottovalutando la portata di questo voto contrario assolutamente scellerato, ha di fatto disatteso il fine della politica in materia di immigrazione, sulla quale è stato costituito un accordo ben preciso. Credo che ora sia troppo facile mollare tutto, perché anche dinanzi a queste battute d’arresto, non si deve issare la bandiera bianca. E poi chi c’è dall’altra parte? Una sinistra senza anima dalla quale ci separa tutto, con una impostazione culturale profondamente diversa dalla nostra. Ricordiamoci solo che non siamo noi quelli che stanno sbagliando tutto, ma semmai gli altri, quelli che non hanno capito il danno provocato dal loro gesto. Quindi sono loro che devono dirci cosa intendono fare, se lavorare seriamente per fermare “l’invasione” o se invece abbandonare il progetto. Forse vi sembrerò supponente, però il dato è questo.

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