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giovedì 24 giugno 2010 |
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Boni: "negare l'esistenza della Padania è come negare la questione settentrionale" L’arte della denigrazione e della ridicolizzazione degli avversari politici, perfino di quelli che sono definiti “alleati”, alla lunga non ha mai pagato. O peggio: in alcuni casi ha sempre rappresentato il classico canto del cigno, l’ultimo disperato appello utilizzato per ritagliarsi uno spazio vitale nel panorama politico, il mezzo per strappare qualche voto in più e per restare a galla nell’agitato mare politico. Quando mancano gli argomenti e quando non si riesce – o non si vuole - capire per quale strana combinazione astrale una parte del Paese decida di votare per una forza politica fortemente territoriale, allora ci si lancia in un’opera di distruzione. Purtroppo però non è screditando chi sa parlare alla gente ed è vicino alle esigenze della popolazione prima, durante e soprattutto dopo le elezioni, che si può racimolare qualche voto in più. Perché, al contrario, questo atteggiamento piccato fa emergere le mille fragilità e le contraddizioni politiche di chi, probabilmente, non ha più un partito saldo con un’identità tracciata e forte che funga da timone. Non si deve quindi sottovalutare o liquidare come una battuta infelice quella che nega l’esistenza della “Padania”, perché in questo modo sottile vengono automaticamente negate le esigenze e le rimostranze di una parte consistente del Paese, quella che produce la maggior parte del Pil nazionale, quella che premia coloro che da anni portano avanti la questione settentrionale e le esigenze di autonomia delle nostre Regioni. Ecco perché la questione assume un carattere molto più ampio: questa è l’eterna lotta tra chi rappresenta da sempre il “centralismo” da chi, invece, si batte per il federalismo e per il decentramento di competenze e di risorse. Non ci sono altre storie. Chi vive ancorato a una logica centralista, non può accettare che ci sia un movimento politico che ogni giorno, in tutte le sedi istituzionali, spinge per riformare la struttura di questo Paese. Ecco perché la Padania fa paura. Ecco perché fa paura il Nord. Un recente sondaggio ha dimostrato che tra gli elettori sta prevalendo il sentimento di appartenenza a Comuni e Regioni e il senso di italianità è percepibile solo in un elettore su quattro. Questo è un chiaro sintomo che evidenzia come i cittadini abbiano perso fiducia in una macchina statale assistenzialista e centralista, riscoprendo, di conseguenza, il senso di appartenenza al territorio in cui sono nati e cresciuti. Altro che prendersela con la Padania: forse qualche illustre alleato dovrebbe da un lato rimproverare chi, ancora oggi, osteggia il cambiamento e dall’altro supportare con lealtà chi da sempre sta lavorando per portare avanti le riforme vitali per l’intero Paese. |
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IL CONSIGLIO REGIONALE LANCIA LE SEDUTE TEMATICHE |
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giovedì 24 giugno 2010 |
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Boni: "finanziaria e federalismo per riportare la politica nelle aule della Camera lombarda" In merito alle due sedute tematiche affrontate dal Consiglio regionale lombardo, è intervenuto il Presidente del Consiglio regionale lombardo, Davide Boni: “Sono molto soddisfatto che la terza Camera del Paese per due giorni consecutivi abbia discusso di temi importanti, che rientrano nell’agenda di governo nazionale e lombardo, come la manovra economica e il federalismo demaniale. Un approccio storico che ha visto tutti i consiglieri responsabilmente impegnati a discutere di alcuni provvedimenti che coinvolgeranno direttamente il nostro territorio. In questo modo la Lombardia torna ad essere attore principale dei cambiamenti che stanno avvenendo ed è quindi fondamentale che la nostra assise abbia potuto confrontarsi sia sulla questione finanziaria, evidenziando come l’attuale congiunzione economica stia mettendo a serio rischio il tessuto produttivo del Nord così come il tema del federalismo demaniale, con tutta una serie di competenze e risorse che saranno decentrate e utilizzate al meglio. Un approccio nuovo che riporta il nostro Consiglio regionale ad essere realmente il cuore di tutta la politica lombarda”. IL PORTAVOCE Silvia Scurati |
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GRAZIE ALLA LEGA NORD NESSUN PASSO INIDIETRO SUL FEDERALISMO |
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lunedì 21 giugno 2010 |
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Boni: "federalisti si nasce" In merito alla questione del federalismo, è intervenuto Davide Boni, Presidente del Consiglio Regionale lombardo: "Le parole pronunciate dal Ministro per le Riforme, Umberto Bossi, mettono a tacere chi pensava che il Governo nazionale stesse facendo marcia indietro su una delle Riforme fondamentali per il futuro di questo Paese. D’altra parte l’approvazione del primo decreto attuativo sul federalismo fiscale, che sarà oggetto di discussione il prossimo mercoledì in Consiglio regionale, evidenzia come l’importante processo di decentramento delle competenze e delle risorse sia ormai avviato e non sia solo una promessa. Il federalismo demaniale è quindi solo il primo passo che porterà gli enti locali a svolgere un ruolo importante nella gestione del proprio territorio, così come resta fondamentale ripartire al meglio le risorse che consentano alle Regioni di esercitare la propria autonomia. Le riforme, così come ha ben evidenziato il Ministro Bossi, proseguono a passo spedito e devono essere portati avanti da quegli uomini che da anni hanno nel cuore e nella mente le tematiche federaliste. Riformisti si nasce e non ci si improvvisa all’ultimo momento….” IL PORTAVOCE Silvia Scurati |
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